
La memoria dell’Esodo giuliano-dalmata continua a vivere attraverso le testimonianze dirette di chi ha vissuto quella tragedia sulla propria pelle. Tra queste voci preziose vi è quella di Ausilia Zanghirella, nata nel 1938 a Dignano d’Istria, oggi residente a Novara e da anni impegnata nel raccontare alle nuove generazioni la storia degli italiani costretti ad abbandonare le proprie terre nel secondo dopoguerra.
Una vita segnata dall’Esodo
La storia di Ausilia Zanghirella è quella di migliaia di famiglie istriane che, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, si trovarono davanti a una scelta drammatica: restare nelle terre passate alla Jugoslavia oppure partire per continuare a vivere da italiani.
La famiglia Zanghirella lasciò Dignano d’Istria ed arrivò in Italia in condizioni difficili. Il 10 gennaio 1950 Ausilia giunse a Novara dal campo profughi di Civitavecchia, insieme ai genitori e ai suoi fratelli e sorelle. Erano in nove: mamma, papà e sette figli, tra cui un neonato.
Il viaggio verso l’Italia e la permanenza nei campi profughi furono segnati da grandi difficoltà. «Eravamo arrivati su un treno della vergogna – ricorda – dove non c’era posto neppure per stare in piedi». La famiglia fu poi accolta nel Centro Raccolta Profughi della Caserma Perrone, dove centinaia di esuli vivevano in camerate con spazi divisi da pareti improvvisate fatte di coperte.
Solo nel 1956 arrivò finalmente una nuova casa nel Villaggio Dalmazia, quartiere nato proprio per accogliere gli esuli giuliano-dalmati. L’inserimento nella città non fu immediato: i profughi dovettero affrontare diffidenza e pregiudizi. «La gente diceva che venivamo a portare via case e lavoro – racconta Ausilia – un po’ come oggi si sente dire degli stranieri. Ma noi siamo sempre stati persone lavoratrici e rispettose».
Con il tempo, tuttavia, la comunità degli esuli riuscì a integrarsi pienamente nel tessuto sociale novarese, contribuendo con il proprio lavoro e le proprie competenze allo sviluppo della città.
L’impegno per la memoria
Oggi Ausilia Zanghirella è una testimone attiva dell’Esodo e collabora con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e con realtà culturali del territorio per mantenere viva la memoria di quella pagina di storia.
In occasione delle iniziative legate al Giorno del Ricordo, Zanghirella incontra regolarmente gli studenti delle scuole del territorio per raccontare la propria esperienza.
Tra gli appuntamenti più recenti:
- Omegna, dove gli studenti delle scuole medie hanno avuto l’opportunità di ascoltare la sua testimonianza insieme allo storico Antonio Leone dell’Istituto Storico della Resistenza di Novara.
- Istituto Achille Boroli, dove il 6 marzo le classi terze della scuola secondaria di primo grado hanno incontrato gli esuli Ausilia Zanghirella, Boris Cerovac e Flavio Lenaz, che hanno raccontato le loro storie di partenza dalle terre istriane e dalmate divenute jugoslave dopo la guerra.
- Incontri con gli studenti delle scuole superiori, come quello organizzato all’Istituto Fauser di Novara, dedicato alla comprensione storica e umana del fenomeno dell’Esodo.
Questi momenti rappresentano un’importante occasione di dialogo tra generazioni, durante la quale i giovani possono conoscere direttamente una storia spesso poco presente nei libri di testo.
Ricordare per non dimenticare
La memoria dell’Esodo non vive soltanto nelle testimonianze, ma anche negli incontri culturali e negli approfondimenti storici promossi dalle associazioni.
Il 19 febbraio 2026, presso il Museo Storico Novarese “Aldo Rossini”, l’associazione Andromeda Piemonte ODV ha ospitato il dottor Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume – Società di Studi Fiumani di Roma e membro della commissione governativa per le onorificenze ai congiunti degli infoibati.
Durante la serata Micich ha presentato il suo libro “Fiume, addio! Epopea fiumana dalla Seconda guerra mondiale al grande esodo (1940-1954)”, dedicato alla storia dell’Esodo degli italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate. All’incontro era presente anche il poeta e scrittore fiumano Andor Brakus, figura attiva nel mondo delle associazioni degli esuli.
La sezione di ANVGD Novara ha partecipato all’evento, ringraziando l’associazione Andromeda Piemonte per l’invito.
Il valore della testimonianza
Le parole di Ausilia Zanghirella ricordano quanto sia importante continuare a raccontare questa storia:
«Siamo uomini e donne che hanno dovuto lasciare la propria terra e ricostruirsi una vita altrove. Molti erano ancora bambini. Ma non abbiamo mai smesso di sentirci italiani».
Attraverso incontri, testimonianze e iniziative culturali, la memoria dell’Esodo continua così a essere trasmessa alle nuove generazioni, affinché quella tragedia non venga dimenticata e diventi occasione di riflessione sul valore della storia, dell’identità e della libertà.












